Archivi del mese: luglio 2012

Fantasy italiano, med-fantasy, Fantasy e basta?

Ho iniziato a parlarvi di “E un elfo li radunò…” questo fantasy che ho scritto, che è una storia di amicizia e che dovrebbe vedere la luce, per Linee Infinite a fine settembre. Ma avendolo scritto io, che sono italiano, qualcuno magari si chiederà se è un fantasy italiano (o magari se esista un fantasy italiano)… allora vi rivelo un altro segreto… io ho sentito parlare diverse volte di fantasy italiano, o anche di med-fantasy (nel senso, immagino, di Fantasy mediterraneo e non di mezzo fantasy) e mi sembra anche di aver capito che al riguardo molte persone, anche di valore, abbiano discusso al riguardo, ma io tendo a essere un po’ refrattario a certe cose quindi vi dirò il mio pensiero con molta semplicità… ci sono molti autori italiani di Fantasy, alcuni bravi, altri meno, io non ne ho letti molti, di quelli che non mi sono piaciuti non parlo (forse lo sapete già, ma gli autori italiani tendono a essere particolarmente permalosi e se li critichi sono capaci di trascinarti in discussioni senza fine che io aborro… naturalmente non tutti gli autori italiani, ma quelli che ho conosciuto io sì, così evito di parlarne e mi salvo.) mentre tra quelli bravi mi sento di consigliarvi Riccardo Coltri e Andrea D’Angelo. Di solito si dice che c’è uno stile italiano al fantasy quando si recuperano leggende di casa nostra e le si inseriscono in un concetto fantasy (o leggende dell’area mediterranea), questo è sicuramente vero, però fate sempre attenzione che non si tratti solo di uno specchietto per le allodole per cui si usano sì personaggi delle leggende nostrane, ma in maniera tale che se al loro posto ci mettevi un elfo, un vampiro o uno gnomo non cambia assolutamente nulla. Cosa ben diversa è quella dove tutto lo stile è italiano, mediterraneo e allora l’uso di leggende di casa nostra non è solo giustificato, ma è armonico e lo si avverte alla lettura.

Ma torniamo a “E un elfo li radunò…” è un fantasy italiano? E’ un med-fantasy? E’ un fantasy scritto da un italiano, questo sì, ma non credo che basti per etichettarlo come med-fantasy. Usa figure e personaggi tipici dei Fantasy più classici e non certo presi dalla tradizione italiana, anche se ci sono dei rimandi alla mitologia mediterranea, rimandi che non sono pochi. Però io ho un mio stile, sono un italiano che è cresciuto in suo contesto culturale, sono laureato in Storia delle religioni, sono cresciuto leggendo Tolkien, King (che non mi piace particolarmente, ma che ho letto), Vance, Bradley, guardando i cartoni animati di Goldrake e seguendo serie televisive quali Star Trek o 24… insomma la mia cultura è variegata sopratutto in un mondo come il nostro e quindi anche l’opera che ho scritto riflette questa mia cultura… quindi alla fine rimane solo una considerazione da fare… leggete “E un elfo li radunò…” e poi decidete da soli di che tipo di libro si tratta e di che tipo di fantasy, credo che sia questo ciò che conta veramente o no?

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E un elfo li radunò…

Intanto vi saluto tutti, l’ultima volta vi avevo parlato un po’ del fantasy in generale e, naturalmente, ho finito col soffermarmi su Il Signore degli Anelli (ho detto naturalmente perché è un libro che io adoro), ma volendo fare un excursus, anche breve, di autori e di libri ce ne sarebbero molti da citare (Marion Zimmer Bradley, Margaret Wise e Tracy Hickman con la saga delle Dragonlance… una saga bella a prescindere perché con Sturm Brightblade, Tanis mezzelfo, Caramon e Raistlin ho passato gran parte della mia adolescenza) e poi ci sono autori anche più recenti, ma ne parleremo magari in un’altra occasione perché giustamente vi sarà anche venuta un po’ di curiosità riguardo il mio romanzo fantasy che si intitola “E un elfo li radunò…”. Come forse ho già scritto da qualche parte dovrebbe uscire a fine settembre per i tipi di Linee Infinite (una casa editrice con cui mi sto trovando davvero bene e di cui mi piacerebbe parlare un po’ di più in futuro) ed è un romanzo che riprendi i temi classici della fantasy, quindi vi ritroverete nani, elfi, maghi, guerrieri e battaglie e fughe e mostri e tutto quello che riuscite a immaginare e anche di più, ma questo non vuol dire che sarete di fronte solo a un tripudio della fantasia, ma quello che vi troverete a leggere sarà un libro con una storia da raccontare. E questa storia parlerà sì di magia, avventura e battaglie, ma sopratutto parlerà di amicizia. Vi trasporterà  attraverso il tempo, dal futuro a un passato che diventerà presente per raccontarvi la storia di un’amicizia. Un’amicizia che andrà oltre ogni paura, che affronterà le proprie difficoltà, che vedrà antichi segreti rivelarsi man mano che tutti  i nodi verranno al pettine… un’amicizia nata per caso, forgiata da anni di avventure insieme… un’amicizia che si giocherà il tutto per tutto per salvare un’anima… l’anima di un amico… la storia di un’amicizia che però va oltre la storia perché in questo racconto ho messo tanto di me e della mia vita, delle amicizie nate durante la mia adolescenza in lunghissime partite a Dungeons & Dragons… amicizie vere, sincere, ma a volte difficili… il tutto raccontato come lo ho vissuto io, naturalmente, forse qualcuno dei miei amici direbbe cose diverse, ma le emozioni, le fatiche, le lacrime, le gioie, sono quelle che io ho vissuto… ecco tutto questo lo trovate in “E un elfo li radunò…” o almeno io ho cercato di metterlo, spero di esserci riuscito…   Vi è venuta un po’ di voglia di leggerlo? Spero di sì, anche perché è un fantasy italiano. Cosa vuol dire? Ne parliamo la prossima volta.

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Il Signore degli Anelli

Allora, che ne dite, qual è il romanzo fantasy più famoso?

Ora vi stupirò dicendovi che in realtà non lo so! Cioè per dirvi con certezza quale sia il romanzo fantasy più famoso dovrei appoggiarmi a qualche studio serio e magari cercando in rete lo troverei anche, ma essendo un po’ pigro non lo faccio e quindi non lo so, così vi dirò quello che penso io sia il più famoso: Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien.

E’ un libro di circa 1500 pagine col quale un po’ tutti quelli che si avvicinano al mondo del fantasy, vuoi per scrivere vuoi per leggere, prima o poi si scontrano. A me è piaciuto tantissimo, l’ho riletto 5 volte e conto di cominciare la sesta… mi piace come scrive Tolkien, mi piace il tono di epicità che il libro ha, ma anche la sua semplicità… è un libro che si può leggere a diversi livelli, che cosa vuol dire?

Vu0l dire che puoi leggere la storia appassionandoti e divertendoti (che non è per nulla poco, se un romanzo riesce anche solo a divertire chi legge ha già fatto una gran cosa) oppure puoi leggerlo vedendo i vari rimandi che sottendono alla storia (ad esempio la lotta tra un mondo bucolico e un mondo industriale, i riferimenti al cristianesimo e così via…) però… eh sì c’è un però… tieni conto che tutto questo puoi farlo da solo, senza bisogno che l’autore o chi per lui ti accompagni e ti spieghi le cose… non so se vi è mai capitato, ma alle volte ci sono libri che tu li leggi e ti annoi a morte e poi magari non ci capisci niente o poco e allora pensi che è l’autore a non essere capace di raccontare una storia, ma poi scopri che l’autore ha scritto la spiegazione al suo libro e in quella spiegazione non solo ti spiega tutto quello che tu non hai capito, ma ti dice pure che se non l’hai capito è colpa tua che vuoi leggere solo cose semplici e commerciali e che se il suo libro non ha fortuna è colpa del mondo editoriale, della distribuzione, dei critici, di Gambadilegno Pippo e Paperino, insomma colpa di tutti a parte che sua… ecco, questo non ti capiterà mai con Il Signore degli Anelli, magari succederà che non ti piacerà (a qualcuno non piace), ma che non lo capirai no… poi ci sono anche tante opere che ne parlano e che spiegano i vari livelli di lettura, ma non sono strettamente necessari, per cui puoi goderti il libro anche senza averli letti…

Ma tu, ti starai chiedendo, mi parli del fantasy in generale, ma ancora non mi dici nulla del tuo libro, ma questo blog non dovrebbe invece parlare di quello?

Hai ragione, ma infatti non ho parlato del fantasy a caso perché il mio libro che dovrebbe uscire a fine settembre è proprio un fantasy e si intitolerà “E un elfo li radunò…” (ma probabilmente tutto questo l’ho già detto, vero? Sto invecchiando).

Come? Che tipo di fantasy sarà?

Ne parliamo la prossima volta, va bene? Intanto buon fine settimana!

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Cos’è il fantasy?

Accidenti, dopo essere stato quasi sommerso dalle vostre risposte vedrò di fare un pochino di ordine e di dirvi cosa ho capito io del Fantasy. Innanzitutto è un’etichetta e, come tutte le etichette, serve per aiutarci a capire, di primo acchito, con cosa abbiamo a che fare. Così quando sentite parlare di romanzo fantasy, in linea di massima, vuol dire che sapete già che di fronte avete una storia che parlerà di spade, magie, principesse ed eroi e anche qualcosa d’altro, ma più o meno tutti abbiamo già un immaginario che salta fuori da solo appena si sente la parola Fantasy. Ma il Fantasy è tutto e solo questo? No, naturalmente, Fantasy è un’etichetta, come dicevamo, che ha la sua utilità, ma che, come tutte le etichette è sempre molto riduttiva. Quindi un Fantasy può avere mille e più sfumature, al suo interno vi si può ritrovare il romanzo rosa, il romanzo giallo, il romanzo di fantascienza, il romanzo di avventura, il romanzo di cappa e spada, il romanzo di appendice (noto genere letterario in cui si raccontano le gesta di maldestri chirurgi) e così via…

Insomma le etichette sono utili, ma non fossilizziamoci su quelle e basta…

Prima di lasciarvi con la domanda di oggi ne approfitto per informarvi (ma in realtà so bene che ho un unico lettore in questo blog che mi segue solo per tenermi d’occhio…) che il mio romanzo fantasy dovrebbe uscire a fine settembre…

Ed ecco la domanda di oggi: Qual è il romanzo fantasy più famoso?

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