Archivi del mese: agosto 2012

Finalmente ferie

Vi saluto perché andrò finalmente in ferie per quindici giorni, ma al mio rientro la data di uscita di “E un elfo li radunò…” sarà sempre più vicina e io continuerò a parlarvi di questa incredibile storia e dei suoi personaggi.

 

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Rynthoor Clarosangue

Ed eccoci arrivati finalmente a parlare dei personaggi di “E un elfo li radunò…”, il primo che voglio presentarvi è Sir Rynthoor Clarosangue, il sovrano di Berkelion.

Sir Rynthoor Clarosangue, sovrano di Berkelion

Eccolo in un bellissimo disegno di Vincenzo Salvo, bravissimo disegnatore siciliano che ha disegnato anche le copertine di questo romanzo, copertine che scoprirete un po’ alla volta.

Sir Rynthoor è modellato su un mio buon amico, alle volte irruento, spesso disattento, ma con un cuore enorme, sempre pronto a combattere, senza mai tirarsi indietro, amante della buona tavola o di qualunque cosa si mangi, ma onesto, generoso, contrario a ogni ingiustizia… poi il tempo e la vita ci hanno un po’ allontanati, ma il tempo passato insieme e i miei ricordi sono rimasti e su questi ho modellato Sir Rynthoor che naturalmente trae da lui solo parte di ispirazione perché poi è modellato dalla mia fantasia ed è un po’ il modo in cui io ho visto il mio amico, non quello in cui lui in realtà è.

All’interno del romanzo il suo ruolo sarà molto importante, per certi versi fondamentale e sono sicuro che anche voi vi appassionerete alle sue imprese, alla sua simpatia, ma anche al suo coraggio e alla sua irruenza.

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Manca pochissimo…

… sono appena tornato da una settimana intensa, infatti ho seguito un ritiro a Fognano, con la mia parrocchia (e ne approfitto per salutare tutti quelli che hanno partecipato) e verso fine mese andrò di nuovo in ferie, al mare questa volta, con tutta la mia famiglia. Ma nel frattempo i preparativi per l’uscita del libro, che andrà in stampa i primi di settembre, continuano. Sono stati corretti gli ultimi errori al testo, sopratutto errori di battitura e, grazie al bravissimo Fabio Porfidia, è stata ultimata la mappa che vi accompagnerà nella lettura descrivendovi i luoghi nei quali si svolgerà la vicenda. Nel frattempo può essere che mi abbiate visto, se siete di Verona, su L’Arena, perché il giornale sta presentando le otto chiese che fanno parte dell’itinerario che, insieme a don Martino Signoretto e un bel gruppo di lavoro, abbiamo riscoperto e chiamato “Verona Minor Hierusalem”. Nei prossimi giorni comincerò a parlarvi più in dettaglio dei singoli personaggi di “E un elfo li radunò…” sperando di farvi venire, almeno un po’, l’acquolina in bocca… naturalmente vi chiedo anche di aiutarmi a segnalarlo perché mi piacerebbe che questo romanzo fosse, letto, conosciuto, seguito… però al tempo stesso vi dico già da subito che se ciò non accade, non mi straccerò le vesti e non griderò né contro le storture del mercato editoriale italiano (che ha i suoi difetti e i suoi pregi, come ogni cosa) né contro i lettori incapaci di capire non si sa bene cosa… (io penso che non sia mai il lettore a non capire, ma lo scrittore a non saper spiegare).

Se “E un elfo li radunò…” avrà un po’ di visibilità sarà solo perché la merita e se non l’avrà pazienza, la mia vita procede comunque felice e soddisfatta come prima…

Prima di salutarvi vi rivelo il nome del mondo dove si svolgono le vicende di “E un elfo li radunò…”: Nuncupo.

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Scrivere o narrare?

Apparentemente possono sembrare la stessa cosa, ma per me sono cose diverse. Una persona che ama scrivere, ama la scrittura e ama quindi la lingua, le sue sfumature e può scrivere anche solo per il piacere della scrittura in se stessa, ovvero per la bellezza della lingua il risultato sarà, magari, un’opera perfetta, ma un po’ noiosa.

Chi ama narrare, invece, ha una storia da raccontare e lo fa con i mezzi che conosce, io conosco la scrittura e uso quello. E se ho una storia da raccontare è perché penso che sia interessante (magari per voi non lo è, ma se io comincio a raccontarla, è perché penso lo sia) e la storia allora diventa l’elemento principale, quello che dirige tutto e anche la scrittura si piega alla storia.

Perché una storia sia affascinante deve avere ritmo, essere sempre un po’ interessante, far venire voglia al lettore di girare pagina per vedere come va a finire… per fare questo è necessario che sia scritto bene? Sì, se per scritto bene intendiamo un italiano corretto e uno stile adatto al tema raccontato, quindi è importante che ci sia un buon ritmo, che i caratteri dei personaggi siano ben tratteggiati, credibili, affascinanti, ma al tempo stesso leggermente (in)credibili… una storia coinvolgente e un finale che non ti aspetti… poi in ogni storia però c’è qualcosa di vero, qualcosa che viene preso dalla storia reale dell’autore… in “E un elfo li radunò…”, come vi dicevo c’è tutto il vissuto della mia amicizia con alcune persone quindi c’è una parte importante della mia vita, ma la vita alle volte può essere anche noiosa quindi quando racconti una storia ti concentri sulle parti più interessanti e funzionali, le parti più ordinarie invece le tralasci o le sublimi trasformandole, altrimenti il rischio è quello di addormentare, invece di interessare, il lettore.

Le storie hanno dei canoni, qualcuno li chiamerebbe cliché, ad esempio il fatto che in una storia ci sia un protagonista è un canone o un cliché necessario, ma anche se qualcuno pensa che i cliché siano negativi io credo di no. Io penso che dipenda molto da come li usi, se li sai usare bene sono una risorsa non indifferente perché permettono ai lettori di entrare subito in empatia con una storia e allo scrittore di concentrarsi su altri aspetti. Sono tutte scelte legate all’autore, ma un autore bravo, cioè uno che ha talento sa scrivere una buona storia proprio utilizzando i canoni, non uscendo da essi (di solito chi dice di uscire dai canoni non fa altro che ricaderci dentro).

“E un elfo li radunò…” com’è in fatto di canoni e cliché? Allora, vi avviso già che ne è pieno, infatti c’è l’eroe, anzi c’è il gruppo di eroi, c’è una ricerca, c’è un mondo da salvare, ci sono delle belle donne, ci sono amori e battaglie, c’è un cattivo, ma cattivo cattivo, c’è la magia e molto altro ancora che avete già sentito, ma…

…ma tutto questo viene utilizzato per raccontare una storia dove gli eroi forse non sono proprio così eroi, dove c’è qualcosa di più importante di un mondo da salvare, dove il cattivo non viene combattuto per essere sconfitto, dove i sogni diventano realtà e la realtà è controllata da qualcun altro…

Tutto questo per stupirvi, interessarvi, coinvolgervi? No, sostanzialmente no, per raccontare una storia, una storia di amicizia che sono convinto vi stupirà, vi coinvolgerà e vi interesserà fino al punto di chiedervi cosa accadrà quando un elfo li radunò…

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