Intervista a Chiara Guidarini

Dopo averli incontrati a Lodi vecchio ho pensato di intervistare alcuni degli autori Fantasy di Linee Infinite e di iniziare con Chiara Guidarini.

Chiara Guidarini

Chiara Guidarini

Ciao Chiara, devo dire che ho una certa emozione a intervistarti perché noi ci siamo conosciuti in una maniera un pochino insolita direi, infatti tu sei stata l’editor che ha valutato e scelto “E un elfo li radunò…” per Linee Infinite Edizioni, ma oltre che editor sei anche una scrittrice. Ti va di presentarti brevemente per chi ci legge? Magari parlandoci di Chiara, di Chiara Editor e di Chiara scrittrice?

Ciao Davide, grazie per lo spazio che mi concedi nel tuo blog.

Sono Chiara Guidarini, e sono principalmente una mamma con la passione per la lettura. Leggere mi ha portato a inventare storie e a metterle su carta, così ho provato a scrivere… e sono nati alcuni romanzi. Mi piace molto il fantasy con tutte le sue sfumature, e il mio esordio in questo mondo è stato difficile, ma mi è servito per misurarmi con me stessa e migliorare. Tutt’ora, quando pubblico un libro sono molto attenta alle critiche dei lettori.

Chiara Editor lavora per Linee Infinite Edizioni ed è “l’altra me stessa”. Da editor devo essere piuttosto inflessibile, mandare avanti solo i lavori che reputo migliori, quelli che rispecchiano i canoni editoriali e, soprattutto, mi piacciono. Il “piacere” gioca un ruolo fondamentale, per questo dico sempre a chi in seguito mi scrive chiedendo valutazioni sul proprio operato che il mio è un giudizio soggettivo, e che magari a un altro editore il romanzo piace così com’é.

 

 Rimaniamo ancora un pochino su Chiara Editor, che panorama di esordienti vedi intorno a te, per la tua esperienza? C’è talento, improvvisazione, superbia, voglia di comunicare o non so cos’altro? E che consiglio, naturalmente non richiesto, ti senti di dare a chi cerca una pubblicazione?

Vedo un mix delle cose che hai detto. Ho visto superbia, improvvisazione, rabbia… ma anche umiltà e amore per il proprio manoscritto. Queste ultime sono caratteristiche fondamentali per la pubblicazione. L’amore per il manoscritto deve essere palpabile.

Dare consigli è sempre difficile; quello che però mi sento di dire è di avere sempre un certo approccio umile, e di non credere di avere tra le mani il romanzo del secolo. Per pubblicare, secondo me, non è necessario solo scrivere bene ma avere in mano una buona storia e dei personaggi credibili. Bisogna essere un bravo burattinaio, insomma.

 

Passiamo ora a Chiara scrittrice, ti va di presentarci i tuoi “figli”, i tuoi romanzi?

Io, Virginia

Io, Virginia

Volentieri. I miei romanzi sono quattro, e in più ci sono due antologie e un e-book.

I primi due sono fantasy e si chiamano “L’ultima profezia” e “Il canto proibito”. Si tratta di un romanzo unico spezzato in due e ulteriormente tagliato… non che la cosa mi sia piaciuta particolarmente quando è stata fatta, ma credo che sia il prezzo che un esordiente deve pagare per la prima pubblicazione. È stata però un’esperienza formativa, che mi ha fatto capire tante cose. Il risultato di quei tagli è stato sia un male che un bene, però, perché se da un lato ha visto in parte sciupato il manoscritto, dall’altro ha permesso l’avvicinamento al fantasy di persone che se non avessero trovato uno scritto “piccolo” non l’avrebbe mai letto.

La storia è presto detta: Elaine, giovane orfana con poteri straordinari, viene chiamata a compiere il suo destino e a prepararsi a sconfiggere il pericoloso mago Nime, insediatosi sul trono di Ancyria. Aiutata da un manipolo di ribelli, sarà costretta a cercare aiuto oltre il deserto, nel Nebolin, e ad abbandonare ogni suo sogno…

Poi vengono i paranormal, “Io, Virginia” e “Alchemia”. Il primo è un paranormal su basi storiche, in quanto tratta di un parallelo tra Sara, giovane sposa dei nostri giorni, e Virginia de’Medici, duchessa estense realmente esistita che le narra piano piano la sua vicenda. Cosa vuole Virginia da lei? E soprattutto, Sara sta per sposarsi…

Alchemia invece tratta la storia di una giovane di nome Stella che riscopre le sue origini tramite la casa che la nonna le ha lasciato in eredità e che trova abitata da due strani inquilini. Un vicino di casa bello e misterioso, segreti nascosti negli anditi bui della sua casa e le chiacchiere di un paese piccolo non faranno che alimentare il suo bisogno di ritornare alle radici della propria esistenza.

Alchemia

Alchemia

Gli e-book sono due: “D’empio amore e di sacra morte”, che raccoglie i miei racconti fantasy, gothic, paranormal, dall’inizio della mia “carriera”(chiamiamola pur così…) fino ai giorni nostri, e “Uno sguardo verso il cielo-dove il sole è meraviglia” dove compare un mio racconto dal titolo “la torre del tempo che fu”, una sorta di spin-off di “Io, Virginia”. Ricordo che quest’ultimo e-book è stato scritto dagli autori di Linee Infinite per raccogliere fondi per la ristrutturazione di una scuola emiliana danneggiata dal terremoto del 2012. Sul sito dell’editore si possono leggere tutte le credenziali.

Ultimo, ma non meno importante, l’antologia “Storie di draghi, demoni e condottieri” pubblicata da Edizioni Domino dove compare il mio racconto fantasy “L’ultimo segreto”.

La Storia, con la S maiuscola, mi sembra di capire che è un elemento importante dei tuoi romanzi e anche una tua grande passione o sbaglio?

Non sbagli. Sono un’appassionata di storia. Con quello che è diventato mio marito ho girato per un sacco di castelli, ruderi, torri in rovina, musei… solo per palparne l’alito di vita che ancora si sente scorrere. Non a caso abito ai piedi di un torrione!

 

Il genere Fantasy presenta poi, sopratutto oggi, molti sottogeneri etichettati in maniera abbastanza precisa, credi che questa sia una reale  necessità o un vezzo del nostro tempo che ha bisogno di dare un’etichetta a tutto?

Il fantasy secondo me raccoglie tutto quello che nasce dalla fantasia umana. So che ci sono canoni che definiscono il fantasy, ma io di mio non li amo particolarmente. Fantasy, fantasia, quindi, come dice il buon Ende, non ci sono limiti alla fantasia. Ed essendo illimitata, onde evitare che salti fuori un calderone di tutto, secondo me è meglio creare delle cartelle che raccolgano i vari elementi. Se prendiamo i testi di linee infinite, sposano generi diversi che però sono racchiusi tutti nel fantasy.

Abbiamo visto alla conferenza di domenica 7 aprile a Lodi Vecchio come 6 autori fantasy scrivano in realtà 6 generi diversi. Una persona può amare il fantasy classico e disprezzare il paranormal, quindi l’unico modo per indirizzarla verso il ramo che preferisce è dare un’etichetta. Pensa se un potenziale lettore di “E un elfo li radunò…” comprasse Alchemia perché lo reputa un fantasy classico… rimarrebbe terribilmente deluso. Quindi sì, credo che le sottocategorie ci vogliano. Se non altro per fare chiarezza.

 

In realtà, noi ci eravamo conosciuti molto prima che io mandassi “E un elfo li radunò…” a Linee Infinite, quando io espressi un giudizio decisamente fuori luogo su una tua passata avventura editoriale (forse la prima). In quell’occasione mi espressi senza conoscere i fatti e approfittando della facilità che la rete offre per divulgare ciò che passa per la testa, anche quando è sciocco, ma sfrutto questo episodio per chiederti che peso hanno, secondo te, per uno scrittore oggi le opinioni, i commenti, le recensioni che si possono avere in rete. Possono decretare un successo o un flop o sono più da “non ti curar di loro, ma guarda e passa”?

Io credo che i media possano proclamare il successo o l’insuccesso di una persona. Noi siamo pilotati da quello che vediamo o sentiamo. Pensiamo al fenomeno di certi libri, che acquistiamo solo perché la stampa li proclama “belli”. Poi per fortuna ci facciamo la nostra idea, però intanto l’acquisto l’abbiamo fatto e il merchandising ha raggiunto lo scopo.

Certi commenti feriscono. Le critiche non costruttive feriscono. Io credo che quando ci si mette in gioco si debba essere pronti a giocare, ma non è sempre facile lasciare che le cose ci scivolino addosso. Però, sono dell’idea che quando la critica viene da una persona di cui si ha stima debba essere accettata, mentre quando viene da una persona che non sa le cose, o di cui comunque non si ha sufficiente stima, possa essere semplicemente superata.

 

Ti ringrazio per la tua disponibilità e ti auguro ogni fortuna editoriale, ma sopratutto tante soddisfazioni personali.

Grazie a te, Davide. È stato un piacere essere tua ospite.

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