Ci incontriamo a Ostia?

Ciao a tutti, finalmente riesco a riscrivere su questo blog, non temete non me ne sono dimenticato, è solo che il lavoro e la famiglia, in questo periodo, mi impegnano davvero molto. Intanto, anche se non scrivo, accadono delle belle cose e presto vi avviserò adeguatamente, intanto vi invito tutti presso la libreria Blu Book, Via Giuliano da Sangallo n°20 Ostia (Roma) sabato 9 novembre alle 17, dove presenterò il mio libro insieme al collega Stefano Mancini che parlerà del suo “Le paludi di Athakah”. Sarà un bel momento in cui confrontarsi e parlare di Fantasy con serenità.

 

Poi sappiate che nonostante tutti i miei impegni riesco sempre a scrivere qualcosa, certo non col ritmo che vorrei, ma meglio di così non riesco. Talvolta qualcuno mi suggerisce cose assurde (del tipo, se ci tieni, se sei davvero uno scrittore, scrivi anche di notte) e fa paragoni con scrittori famosi che hanno davvero sacrificato molto, se non tutto per la scrittura, io però non sono così. Innanzitutto non so se sono uno scrittore, io dico sempre che sono un narratore, invece (distinzione per me fondamentale) e poi sì scrivere mi piace, credo che mi riesca bene, ma non sono disposto a sacrificare tutto per essere uno scrittore. Credo che nella vita le scelte più importanti siano quelle che portano Amore e quindi ritengo molto più importante cercare di essere un buon padre e un buon marito e per farlo ho bisogno, anche, di riposo ecco perché non potrei reggere un ritmo che preveda lavorare fino alle 17.30, occuparmi dei bambini e di mia moglie fino alle 22 e poi scrivere (tenendo anche conto che ad oggi, i miei bambini si svegliano ancora la notte e io con loro). Oltretutto gli esempi di scrittori famosi che hanno sacrificato molto per poter scrivere mi convincono sempre più della bontà della mia scelta, infatti quasi sempre si tratta di persone che o una famiglia non ce l’avevano o se ce l’avevano non sono stati nè dei buoni padri nè dei buoni mariti (spesso la storia finisce con divorzi e problemi di alcolismo, droghe e sesso). No, no, preferisco dormire la notte, passare il mio tempo a coltivare la mia famiglia, qualche impegno con la comunità in cui vivo e cercare di scrivere quando, se e come posso. Forse un giorno nessuno mi ricorderà per i miei libri, ma a me non cambierà nulla. Spero però che un giorno i miei figli mi ricordino come un buon padre e mia moglie come un buon marito, questo per me è quello che conta davvero. Io sono un narratore, forse sono uno scrittore, ma di sicuro sono un marito e un papà.

 

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1 Commento

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Una risposta a “Ci incontriamo a Ostia?

  1. Giulia

    bello, bello, bello. Sono stra-d’accordo con te!
    buon proseguimento di tutto, Giulia.

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