Il potere delle parole

Ci stavo riflettendo un paio di mesi fa, intendiamoci è un concetto che ho ben presente. Dio crea con la Parola, io come scrittore creo con le mie parole e ciò che noi diciamo in ogni momento ha la possibilità di creare relazioni, di uccidere rapporti, di far star bene o far star male. E’ molto diverso però quando speculi sulle cose a un livello solo intellettivo e quando invece te le ritrovi concrete nel tuo vissuto. Un paio di mesi fa, dicevo, una domenica mattina i miei bambini (due gemelli che hanno due anni e mezzo) sono venuti nel nostro letto e hanno cominciato a dire che loro sono brutti e poi che noi siamo brutti. Lo dicevano ridendo, ma mi è entrato uno sconcerto nell’animo che non mi ha lasciato per molto. Brutto non è una parola che noi usiamo molto in casa, qualche volta la usiamo riferita agli oggetti contro cui sbattono, mai per le persone. Anzi io ogni giorno dico a ognuno dei miei bambini (e anche ad altri bambini se li incontro) che loro sono i più belli del mondo e che io sono fiero e orgoglioso di loro, eppure non li ho mai sentiti dire che loro sono belli. Non ne sono sicuro, ma è molto probabile che qualche altro bambino all’asilo gli abbia detto che sono brutti e questo gli è rimasto, li ha colpiti. Ma se è così qualcuno deve aver detto a quel bambino che lui è brutto, magari perché si è comportato male, magari con buone intenzioni, ma come si fa a dire a un bambino che è brutto? Una volta ero a cena da una coppia di amici, brave persone, ma li ho sentiti dire alla loro bimba di circa tre anni che aveva fatto una marachella che li aveva delusi. Non ho detto niente, dire qualcosa sull’educazione dei figli agli altri genitori è estremamente delicato e difficile, ma dentro di me mi sono intristito. Come si fa a dire a un bambino, qualunque cosa abbia fatto, che ti ha deluso, che è brutto o peggio, che è cattivo? Queste sono parole che rimangono dentro, che scavano nelle insicurezze e anzi le creano… certo ognuno di noi ha i suoi limiti e in tanti momenti i bambini ti fanno perdere la pazienza, ma comunque, a mio avviso, dire certe cose è sbagliato. Ma cosa c’entra tutto questo con la scrittura penserà qualcuno? A mio avviso c’entra perché anche lo scrittore ha questo potere di creare con le parole e quindi dovrebbe fare molta attenzione a ciò che crea, a come usa le sue parole perché può creare speranza o toglierla, può mostrare una luce o coprirla, può dare vita o toglierla. Quindi riflettiamo sempre molto su ciò che scriviamo, sul perché scriviamo o almeno spero di riuscire a rifletterci sufficientemente io.

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