Intervista a Lorenzo Calanchini

– Ciao Lorenzo, ti va di presentarti brevemente per chi ci legge?

Ciao Davide – e intanto grazie per lo spazio che mi concedi. Che dire di me? Ho 31 anni, sono sposato, ho due figli. Nella vita lavoro come ingegnere/architetto nel mio studio professionale. In realtà sono un grandissimo sognatore e oltre alla passione per la lettura/scrittura ho quella per la musica e per tutte le forme d’arte. Mi interesso particolarmente di religione.

Lorenzo Calanchini


 – Come nasce il tuo romanzo? Qual è la molla (o la musa) che ti ha ispirato?

Sostanzialmente, alla base de “Il Viaggio di Alyehl” c’è stato il mio desiderio di essere un po’ un “demiurgo”, di creare un mondo che fosse in grado di fare sognare i lettori. Non ho seguito un’ispirazione precisa, ma è evidente che ho un “debito” nei confronti del panorama del fantasy classico, in generale.

 

– Tu sei anche un architetto e un ingegnere, questo influisce in qualche modo in ciò che scrivi?

Sì. Perché innanzitutto io mi sono laureato in urbanistica. La visione del mondo, del territorio, delle città, come spazi di vita e oggetti di analisi, è caratterizzante in tutti i miei testi, nei quali l’ambientazione riveste un ruolo molto importante.

 

– Qual è, secondo te la difficoltà maggiore di uno scrittore esordiente oggi?

Copertina de Il Viaggio di Alyehl

Copertina de Il Viaggio di Alyehl

Ce ne sono tante. Il mercato è saturo. Ormai in libreria si trova “di tutto e di più”. La domanda è: “c’è necessità di creare nuovi libri, quando ne abbiamo già così tanti da leggere?” Risposta: “non lo so.” Sta di fatto che noi scriviamo per una esigenza impellente che ci spinge a farlo. Però è un mondo editoriale in cui avere visibilità è davvero difficilissimo.

 

– Il genere Fantasy presenta poi, sopratutto oggi, molti sottogeneri etichettati in maniera abbastanza precisa, credi che questa sia una reale  necessità o un vezzo del nostro tempo che ha bisogno di dare un’etichetta a tutto?

Secondo me le etichette non sono un male: aiutano a orientarsi in un panorama letterario molto complesso. È chiaro che non bisogna affezionarcisi troppo. Non esiste la possibilità di una categorizzazione precisa per un libro, altrimenti non è un libro ma una ricetta di cucina (tra parentesi, venderebbe molto, coi tempi che corrono). Le etichette dei generi vanno prese con estrema “ratio” e soppesate bene. O meglio: occorre non soffermarsi eccessivamente su di esse.

 

– Che peso hanno, secondo te, per uno scrittore oggi le opinioni, i commenti, le recensioni che si possono avere in rete. Possono decretare un successo o un flop o sono più da “non ti curar di loro, ma guarda e passa”?

La mappa del mondo ideato da Lorenzo

La mappa del mondo ideato da Lorenzo

Secondo me dipende dall’entità di tali recensioni, dal loro effettivo “volume” ma soprattutto dalla competenza di chi le scrive, nonché – e soprattutto – dall’equilibrio del giudizio. Ci possono stare anche le recensioni negative, tuttavia spesso in rete circolano espressioni denigratorie nei confronti di determinati autori messe in giro da personaggi sedicenti competenti, che pare nutrano un’invidia malcelata per il successo altrui. Comunque è importante che un autore sappia sempre valutare in cuor suo con grande obiettività il valore di ciò che ha scritto.  

 

 

Ti ringrazio per la tua disponibilità e ti auguro ogni fortuna editoriale, ma soprattutto tante soddisfazioni personali.

Tante grazie anche a te! Ricambio con stima.

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