Archivi del mese: marzo 2015

Superman: Secret Identity

Due albetti, editi dalla Play Press nel lontano 2004, scritti da Kurt Busiek e disegnati da Stuart Immonen. Una storia semplice, ma bellissima da leggere, ricca di leggerezza e profondità, delicatissima, a tratti poetica. Una storia dove si rivedono alcuni cliché del supereroe di tutti i tempi (come non pensare, in alcuni casi a Peter Parker), ma anche tematiche riprese più volte anche di recente, ma raramente le ho viste trattate in maniera così artistica. Una lettura consigliata a tutti.

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Superman: In nome della Terra

Ho riletto con grande piacere questo albo speciale edito in Italia dalle Edizioni Play press nel lontano 1994. Si tratta di una storia del 1991 pubblicata in occasione della Giornata Mondiale della Terra, scritta da Roger Stern e disegnata da Kerry Gamill, molto godibile ancora oggi, forse a tratti un po’ didascalica, ma sempre ricca di quella capacità di far sognare e far sperare che ogni fumetto, o forse ogni opera d’arte, a mio avviso, dovrebbe avere.
Se non lo avete già fatto vi consiglio di recuperarla.

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Multiversity

Ho letto il primo numero di questa nuova opera di Grant Morrison, pubblicato in Italia dalla RW Lion e non credo ne proseguirò la lettura, infatti vi ho trovato, all’ennesima potenza, tutto ciò che non amo di Morrison. Valuto Grant Morrison un buon autore, ma non di più, ho amato il suo ciclo della JLA e di Animal Man, ma in generale trovo molte delle sue opere più osannate eccessivamente cerebrali e volutamente criptiche, il che sarebbe anche una buona cosa se fossero semplici da leggere, ma così non è, anzi.
La mia impressione è che Morrison cerchi di fare l’autore “autoriale” nella maniera sbagliata, facendo il difficile e risultando così pretestuoso. Al contrario la grandezza di un autore, a mio avviso, si misura dalla sua profondità nella semplicità. Prendiamo ad esempio Alan Moore, lo scrittore di Watchmen, capace di scrivere opere di una profondità estrema, ma anche di una facilità e semplicità di lettura uniche per cui uno le può rileggere anche più volte per cogliere tutti i riferimenti nascosti, ma anche non farlo e goderli semplicemente come belle letture. Con Morrison questo accade raramente e sicuramente non accade con Multiversity dove il primo numero non solo è criptico, ma anche noioso. Non so voi, ma io sinceramente sono un po’ stufo di versioni alternative e minacce universali alla realtà, senza contare questa storia del lettore che crea la propria continuity che Morrison continua a riproporre in tutte le salse sin dai tempi di Animal Man. E se proprio vogliamo c’è una bellissima storia di Moore dedicata a Superman (lascio a voi indovinare quale sia) che nella prima pagina, a conclusione della prima didascalia dice, cito a memoria, ma più o meno è così: “Questa è una storia immaginaria, ma non lo sono tutte?”. Una frase semplicissima, ricca di significati e profondamente evocativa che in sé riassume tutto quello che Morrison cerca di dire da anni con storie contorte e ragionamenti astrusi…

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