Archivi del mese: ottobre 2015

L’auto pubblicazione o selfpublishing

Essendo io un autore che ha usato, in più occasioni il cosiddetto “selfpublishing” ovvero il pubblicare da sè le proprie opere ho pensato di scrivere qualcosa al riguardo. So che a non tutti piace, io devo dire che lo trovo un modo come un altro per far conoscere le proprie opere. Sono convinto che la qualità, alla fine, paga sempre, ma magari sono solo un inguaribile ottimista. Però guardandomi attorno tra le centinaia, forse migliaia, di libri autopubblicati devo dire che ci sono dei “topoi” che si ripetono… e dei limiti, forse non così evidenti… intanto ogni autore che si autopubblica cerca poi di darsi visibilità attraverso un blog e/o una pagina Facebook (lo faccio anche io), parlando magari della sua opera, ma anche di altro e finendo poi col dare i propri consigli per la scrittura (forse l’ho fatto anche io, non me lo ricordo, anche se in generale cerco di evitare)… poi ci sono le classifiche dei siti di selfpublishing che, secondo me, sono falsate… mi spiego meglio. Capita che su siti quali LULU o Il mio libro, un testo appena uscito sia tra i primi posti della classifica del rispettivo genere, ma come è possibile? Di solito la risposta è semplice: l’autore, appena pubblicato il libro, ne ha ordinato un certo numero di copie per sè (perchè magari le vuole regalare o vendere lui o solo tenersele) e queste copie comprate dall’autore vengono conteggiate nella classifica. Se a questo aggiungiamo che queste classifiche di solito sono molto facili da scalare, il gioco è fatto (io l’ho sperimentato con Oddwars su Amazon, con cinque copie vendute ero tra i primi 400, con 7 tra i primi 200… mai scalato così tanti posti in una classifica con solo due copie vendute… a proposito se qualcuno volesse comprare Oddwars su Amazon vi tengo aggiornati sulla classifica 🙂 ). Alla fine però l’unico vero indice di gradimento della propria opera è quanta gente è disposta a spendere qualche soldo per leggerla, talvolta mi capita di sentire di autori che mettendo la loro opera gratuitamente sul web contano migliaia di download, ma ogni volta che provano a metterla a pagamento, anche minima, non hanno nessun riscontro o ce l’hanno minimo. Ecco questo, per me, è la prova che il semplice download non è indice di nulla, neanche che l’opera venga letta. Io per primo scarico centinaia di applicazioni per il mio telefono solo perchè sono gratuite, poi magari le cancello e le dimentico con estrema facilità. E’ brutto dirlo, ma è vero, se paghi per qualcosa le presti una maggior attenzione.

Concludendo che posso dire sul selfpublishing? Che è una bella possibilità per un autore e anche una bella esperienza, l’importante, anche per il lettore, è saper vedere tutto in prospettiva per cui anche se sei primo in classifica non vuol dire che la tua opera è apprezzata o che tu sappia scrivere…

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Ancora su Oddwars

Vi segnalo un altro bell’articolo uscito riguardo a Oddwars su Il Nadir

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Futuro parallelo

Qui potete leggere in originale questa bella recensione di Oddwars, sottolineo solo che Oddwars lo scrissi molto prima di Stargate 🙂

Fantascienza e fantasia la fanno da padrone in un mix calibrato a mezza strada tra “classici” del genere come il mondo fantastico di straordinaria suggestione del “Signore degli anelli” da cui si ispira per animare un mondo parallelo, abitato da improbabili razze, coabitanti precariamente in equilibrio instabile e fra loro apparentemente incoerenti nello spazio e nel tempo.

Antichi romani, elfi ed orchi convivono, dando corpo e rispettando le ultime teorie della fisica, teorizzanti infiniti universi sovrapposti, dove se una opzione è possibile, basta a giustificarne e garantirne l’esistenza.

Dimensioni parallele tuttavia, non comunicanti anche se prossime, fino all’apertura di un corridoio comunicativo nel multiverso, che scatena le brame egemoniche della coalizione imperialista, “politycally incorrect” in quel mondo singolare.
La minaccia, verra affrontata dal solito gruppo di eroi, “antieroici”, inconsapevoli del pericolo e a disagio e braccati anche nel loro mondo, che loro malgrado verranno a capo dell’intrico, reggendo la trama del libro, senza stanchezza, in un esplosione di situazioni e circostanze sempre diverse e mai stanche…
i 4 protagonisti, ambasciatori del nostro universo, in quella dimensione, si troveranno coinvolti durante un viaggio interstellare, sulla navicella Horus, che ricorda invece “guerre stellari”, ed il tutto è ben assemblato sulla falsariga degli sviluppi di “Star gate”, in una saga avvincente che rimetabolizzando tutti questi elementi in maniera originale, si fa perdonare le evocazioni edite, in un lavoro sapiente e ben strutturato.

Del resto, gli elementi sempre presenti in questo genere, ci sono tutti e riescono per l’ennesima volta a catturare l ‘attenzione del lettore, catapultandolo nei classici temi della lotta fra il bene e il male,  la sorpresa e la meraviglia, la scoperta dell’eterogeneita e differenza degli organismi e specie diverse, metafora per segnalare multiculturalita e varieta di usi e consuetudini, tolleranza e necessita di comporre attriti e conflitti anche sul nostro pianetino, modesto paradigma per rivelare il grande concetto di “risolvere” i propri disagi e conflitti individuali e sociali, facendo ordine nel proprio orizzonte personale, con un invito neanche tanto nascosto, alla pacifica convivenza.

TEmi seriosi e significati occulti, tradotti pero in modo immaginifico e piacevole, in un intreccio avventuroso e gradevole, che i cultori del genere riusciranno ad apprezzare con facilita e di buon grado.

Una lettura di intrattenimento ed uno sforzo impegnativo per l’autore, che mi costringono a complimentarmi….

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Fumetti di ieri… fumetti di oggi…

Lo sapete, tra le mie passioni ci sono i fumetti, ma da una decina di anni ho smesso di comprarne moltissimi, ormai seguo solo poche serie e solo per inerzia (l’universo Ultimate per la Marvel e la Justice League per la DC). L’altro giorno ero a casa di mio fratello e vedo che tra i giochi di mio nipote ci sono due fumetti nuovi, uno era un Capitan America con Falcon che è diventato il nuovo Cap e l’altro un numero di Fantastci Quattro. Incuriosito chiedo a mio nipote se me li presta (mio nipote ha quattro anni e pensare che ora è lui che mi presta i fumetti mi fa sorridere), naturalmente dice di sì (sono il suo zio preferito 🙂 ) e così me li sono letti… che delusione… che tristezza… in Capitan America Falcon si scontra con Sin la figlia del Teschio Rosso in una storia simile a tante altre e dove ancora si parla di Seconda Guerra Mondiale, poi c’è una storia degli Invasori che si legge velocemente e non ti rimane nulla… I Fantastici Quattro mi raccontano della Cosa in prigione che evade e poi la squadra si rimette i costumi blu… storia banale, noiosa e finale pietoso… l’unica cosa gradevole è il Silver Surfer di Allred, davvero piacevole… nel frattempo sto rileggendo Iron Man della Play Press, cioè il ciclo di storie con Tony Stark sulla sedia a rotelle scritte da Michelinie e lo Squadrone Supremo di Gruenwald… che storie: belle, appassionanti, coinvolgenti, mitiche… Onestamente non riesco a capire se è perchè sono cambiato io, raffinando i miei gusti, o i fumetti, rimbecillendosi parecchio… se qualcuno ha qualche idea è ben accetto!

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