L’auto pubblicazione o selfpublishing

Essendo io un autore che ha usato, in più occasioni il cosiddetto “selfpublishing” ovvero il pubblicare da sè le proprie opere ho pensato di scrivere qualcosa al riguardo. So che a non tutti piace, io devo dire che lo trovo un modo come un altro per far conoscere le proprie opere. Sono convinto che la qualità, alla fine, paga sempre, ma magari sono solo un inguaribile ottimista. Però guardandomi attorno tra le centinaia, forse migliaia, di libri autopubblicati devo dire che ci sono dei “topoi” che si ripetono… e dei limiti, forse non così evidenti… intanto ogni autore che si autopubblica cerca poi di darsi visibilità attraverso un blog e/o una pagina Facebook (lo faccio anche io), parlando magari della sua opera, ma anche di altro e finendo poi col dare i propri consigli per la scrittura (forse l’ho fatto anche io, non me lo ricordo, anche se in generale cerco di evitare)… poi ci sono le classifiche dei siti di selfpublishing che, secondo me, sono falsate… mi spiego meglio. Capita che su siti quali LULU o Il mio libro, un testo appena uscito sia tra i primi posti della classifica del rispettivo genere, ma come è possibile? Di solito la risposta è semplice: l’autore, appena pubblicato il libro, ne ha ordinato un certo numero di copie per sè (perchè magari le vuole regalare o vendere lui o solo tenersele) e queste copie comprate dall’autore vengono conteggiate nella classifica. Se a questo aggiungiamo che queste classifiche di solito sono molto facili da scalare, il gioco è fatto (io l’ho sperimentato con Oddwars su Amazon, con cinque copie vendute ero tra i primi 400, con 7 tra i primi 200… mai scalato così tanti posti in una classifica con solo due copie vendute… a proposito se qualcuno volesse comprare Oddwars su Amazon vi tengo aggiornati sulla classifica 🙂 ). Alla fine però l’unico vero indice di gradimento della propria opera è quanta gente è disposta a spendere qualche soldo per leggerla, talvolta mi capita di sentire di autori che mettendo la loro opera gratuitamente sul web contano migliaia di download, ma ogni volta che provano a metterla a pagamento, anche minima, non hanno nessun riscontro o ce l’hanno minimo. Ecco questo, per me, è la prova che il semplice download non è indice di nulla, neanche che l’opera venga letta. Io per primo scarico centinaia di applicazioni per il mio telefono solo perchè sono gratuite, poi magari le cancello e le dimentico con estrema facilità. E’ brutto dirlo, ma è vero, se paghi per qualcosa le presti una maggior attenzione.

Concludendo che posso dire sul selfpublishing? Che è una bella possibilità per un autore e anche una bella esperienza, l’importante, anche per il lettore, è saper vedere tutto in prospettiva per cui anche se sei primo in classifica non vuol dire che la tua opera è apprezzata o che tu sappia scrivere…

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