Archivi del mese: marzo 2016

Buona Pasqua

cristo-Risorto

“Cari amici,
come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!
Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace!

Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: “coraggio”!
La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La Risurrezione. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla.

Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi.
Coraggio, disoccupati.
Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati.
Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto.
Coraggio, fratelli che il peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito.

Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via.
Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione.

Vostro,
don Tonino, vescovo”

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Fango

Secondo libro di Ammaniti letto. Si tratta di una raccolta di racconti, sostanzialmente deludente. Lo stile c’è, ma l’autore cerca sempre di andare sopra le righe senza riuscirci, sembrando quasi sempre forzato. Oltretutto c’è uno dei racconti dove uno dei protagonisti cambia nome da Davide a Daniele e viceversa diverse volte, segno di una certa incuria nella correzione. Pollice verso.

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Ti prendo e ti porto via

Di recente ho letto diversi libri di Ammaniti, uno scrittore che non conoscevo. Il primo che ho letto è stato proprio “Ti prendo e ti porto via”. L’impressione è stata deludente. Ammaniti sa scrivere, sa come si racconta una storia, sa tenere incollati alla pagina, ma è esagerato, troppo, in un contesto che vuole apparire verosimile e questo diventa terribilmente pesante perchè ciò che descrive è evidente che non è reale (e di per sè questo non sarebbe un problema, anzi, ma il problema è che lo vuole spacciare per reale). Un libro che non mi è piaciuto e non consiglierei, onestamente.

 

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