Dicono di noi

Qui raccoglierò tutti i commenti, di chiunque, usciti sul libro in modo che sia una sorta di muro dove lasciare le vostre impressioni… positive o negative che siano, non fatevi problemi… voi me le inviate via posta e io, dopo avervi chiesto il permesso e dopo aver eliminato le parti che potrebbero rovinare la sorpresa a chi voglia leggere il romanzo, le pubblicherò qui…

Un fantasy che si lascia leggere molto volentieri. L’italiano è scorrevole e piacevole. Fin dall’inizio si è immersi in una serie di colpi di scena, che rendono l’intreccio narrativo coinvolgente.Proseguendo ci si accorge di essere immersi in un mondo epico (l’epopea), arricchito di una serie di elementi che vengono tenuti assieme attraverso la forza del mito, ma che appartengono a una serie di universi simbolici da cui l’autore sa attingere con disinvoltura. Tali universi vanno dalla dimensione magico esoterica a quella cultuale religiosa, da quella eroico cavalleresca a quella più fantascientifica moderna. L’insieme non crea stonature, ma inaspettate novità sul piano dell’intreccio e quindi nuove domande sui possibili retroscena. La mistura di amicizia, il senso dell’onore e i compromessi con il male tra personaggi così diversi, eppure così implicati permettono di non lasciarsi affascinare esclusivamente dall’immaginario fantastico così articolato, ma anche da un mondo emozionale che di volta in volta viene rievocato.

Martino Signoretto (biblista, docente di Antico Testamento)

Ho finito il tuo libro … che dire: un CAPOLAVORO!!
Il finale mi ha molto spiazzato, soprattutto […] e del suo ruolo nascosto in tutta la vicenda …
Caspita, i colpi di scena sono sicuramente uno dei fulcri principali di tutto il romanzo e assolutamente spiazzanti …

Ho notato con estremo piacere la tua scelta di […] far presagire un sequel … che spero molto tu intenda scrivere

Diego Donadoni

Bello, davvero molto bello. Purtroppo devo dire che le descrizioni mi hanno lasciata un po delusa. Ho dovuto faticare molto per immaginarmi Yggdrasill. Un alta cosa che mi ha lasciata molto delusa è stata la mancata descrizione o rivelazione di quello che c’era oltre la balconata del Maestro. Cosa hanno visto i nostri eroi dalla loro posizione? Nero? Il vuoto? Il cielo? bo. Comunque spero molto in una continuazione (spero ci sia già). la trama era meravigliosa, il titolo… insomma… però ci azzecca un po’. Comunque davvero un libro meraviglioso.
Recensione pubblicata dall’utente Kia sega su Anobii

 

Premetto che essendo il fratello dell’autore la mia recensione potrebbe sembrare poco imparziale, questo è lecito pensarlo, ma voglio sottolineare che spesso abbiamo vedute diverse e mi sento di dire che se qualcuno può permettersi critiche forti e costruttive credo siano proprio le persone più vicine ad avere questa possibilità.

Venendo al romanzo “E un elfo li radunò” posso affermare che la storia è ben strutturata, la lettura è facile e veloce soprattutto grazie allo stile di scrittura che privilegia stuzzicare l’appetito del lettore con colpi di scena inaspettati e situazioni al limite che si risolvono in modalità per nulla scontate.

La storia evoca valori di fondamentale importanza anche nella vita attuale come l’amicizia, la lealtà la perseveranza, ma forse tra tutti quello che emerge con maggiore risalto è la non arrendevolezza, che proprio nelle peggiori situazioni si riflette in modo diverso in ognuno dei personaggi, come se rappresentassero i frammenti di un’unica anima che altro non sono se non i sentimenti che quotidianamente viviamo anche nella vita reale. La simpatia e il coraggio di Sir Clarosangue, la furtività di Lupin, l’inafferrabilità di Wise, la determinazione di Questor, la saggezza di Vysuus, la rabbia di Konar, e poi la bellezza di ogni presenza femminile che interseca le vicende sulle terre di Nuncupo completano l’opera in un ottimo mix di azione e sentimento.

Credo di poter dire che è un libro d’obbligo per chi ha giocato e si è appassionato ai giochi di ruolo come Dungeons & Dragons, perchè chi ha nutrito queste passioni coglie nella conclusione del romanzo una perfetta armonia con quanto era il senso del gioco stesso e in fondo con quello che è l’incontro tra realtà e fantasia.

 Luciano Galati http://www.myspace.com/lucianogalati/music

 

 

L’ho letto e sono molto contento di averlo fatto, mi è piaciuto parecchio. Si tratta di un fantasy che parla soprattutto di amicizia e che fa anche riflettere. La storia è originale e intrigante, il che non è da poco visto il genere… Non dimenticherò i protagonisti e Questor mi è rimasto nel cuore. Bravo Davide Galati.

Corrado70 su Il mio Libro

 

Ciao Davide. Ieri sera ho terminato il tuo libro.
Era dai tempi dell’adolescenza con il Signore degli anelli e quasi tutto Tolkien che non leggevo un libro fantasy. Mi è sempre piaciuto il genere, ma non avendolo più affrontato non sapevo come avrei reagito all’età che mi ritrovo. Ma è stata una bellissima esperienza. Il libro è volato via veloce e come mi era capitato solo con la Storia Infinita di Ende, ero quasi triste e con l’occhio lucido quando l’ho terminato. Rendendomi conto che forse sarà un po’ difficile attendere un seguito o qualche altra avventura dei 5+1. Ma te lo auguro (e me lo auguro). Il libro è scritto proprio bene e soprattutto mi ha affascinato la storia. O meglio le storie, che pian piano si avvicinavano, si intersecavano, fino a diventare una sola. Complimenti quindi.

Michele, Verona

E’ davvero complicato fare la recensione di questo libro pieno di contenuti, di un’autore che, si vede, ha tutte le potenzialità per poter sfondare. Partirò quindi nel dirvi gli aspetti positivi, che più mi hanno incuriosito e che mi hanno permesso di dare un giudizio complessivamente positivo del libro, anche se le lacune, a mio avviso ci sono.

Il punto di forza dell’autore sono le descrizioni minuziose della natura che fa da sfondo ai personaggi del libro, che sono sempre in viaggio. Nel loro lungo cammino fatto di peripezie e sfortunati eventi, attraversano luoghi impervi, zone buie e tetre, dove il male sembra che sia in ogni dove. L’autore in alcune descrizioni di città che attraversano gli eroi, ci fa cogliere tutto il male che avanza sempre più.

I muri un tempo bianchi ora erano sporchi, anneriti dal fumo e incrostati di escrescenze muffose, dalle strade si levava un fetore che era un misto di morte, putrefazione e vomito dolciastro, i raggi di luna che colpivano le strade conferivano al tutto un’atmosfera lugubre …

Come potete notare anche da questo breve passo, la narrazione dell’autore è molto lenta. Si perde dei dettagli, osa, dilungando molto le sue descrizioni e rendendole ricche utilizzando molti aggettivi. I dialoghi ci sono ma non sono mai semplici scambi di battute che si risolvono in poche parole.
Il lettore è davvero ammaliato da questo linguaggio, anche se, allo stesso tempo rischia di perdersi e conseguentemente di perdere di vista i fatti importanti utili per capire la storia. Il problema è proprio questo, che il lettore deve stare molto attento, addirittura in alcuni passi io stessa ho dovuto appuntarmi qualche nome dei personaggi o qualche leggenda. Si perché altro particolare del libro è che, oltre al grande viaggio che compiono i buoni, per salvare il regno dai cattivi, all’interno trovate altre storie, altre leggende e profezie che vengono raccontate, altri fatti che vi possono distogliere dalla trama principale. Ci sono descrizioni di combattimenti, di luoghi interni come le chiese ed anche qui Davide Galati cura tutto nei minimi dettagli.

Sarebbe forse stato utile suddividere il libro in un altro modo, facendo in modo che in ogni capitolo ci fosse un personaggio diverso che racconta il suo punto di vista.
I capitoli così lunghi e mai dedicati a un solo personaggio mi hanno un po’ reso la lettura difficile e pesante, nonostante io ami le lunghe descrizioni. All’inizio infatti è stato difficile ance l’identificazione con un personaggio o il semplice avvicinarmi ad uno in particolare. Il romanzo è un pullulare di personaggi, di creature oscure, nani che vanno e vengono. C’è descritto un mondo intero in questo libro e non oso immaginare tutto il lavoro che può esserci dietro un romanzo di questo tipo.

Il personaggio che io ho trovato meglio rappresentato è certamente Rynthoor, simpatico e anche impetuoso, che fa continuamente delle affermazioni davvero originali come Porca Pupazza o Santa Salamella, e pensa spesso al cibo, sua fonte di benessere direi!

Poi c’è Mirna, una figura femminile finalmente! Si perché per noi lettrici è importante anche quello. Lei è un’altra figura che mi ha affascinato perché combattiva e rabbiosa, che sa quello che vuole e che non vuole certo rimanere ferma a guardare quello che le accade intorno.

E’ impossibile riuscire a raccontarvi in poche righe tutti i personaggi o i fatti raccontati in questo viaggio verso il Bene. Ognuno di loro ha un suo perché, la sua storia, una sua particolarità. Dovete gustarveli, iniziare il libro con calma e sapendo che potrete gustarvelo con calma, data anche la mole del libro, per entrare in un mondo fantastico dove la lotta per la salvezza dei propri ideali è fondamentale. Perché uniti è meglio.

Debora, recensione uscita su Sognandoleggendo.net

La Linee Infinite Edizioni ha inviato in libreria un romanzo fantasy dal titolo E un elfo li radunò… (2013) dello scrittore Davide Galati.

Un romanzo che abbiamo avuto il piacere di leggere durante la pausa estiva. La trama, le varie avventure affrontate dai diversi personaggi, i paesaggi e i luoghi descritti sono risultati assolutamente interessanti. I personaggi poi sono ben descritti e reali.

Il romanzo si svolge su di un mondo di fantasia, dove coesistono elfi, uomini, nani, gnomi, folletti e altri esseri. Protagonista della vicenda, ma attenzione sono tratteggiati molti altri protagonisti di storie parallele molto interessanti, è Questor un elfo ultracentenario e di cui seguiremo le avventure nel presente e poco dopo proprio nel suo passato.

Il romanzo inizia proprio con Questor, che insieme ad altri ha radunato un grande esercito per sconfiggere il male, rappresentato dal nano Konar che asserragliato in un cupo castello ha radunato il “suo esercito” composto da guerrieri dell’ombra: scheletri, ghoul zombie e altri esseri maligni.

La notte prima della battaglia Questor decide di introdursi nel castello grazie alla magia di una mezz’elfa. Ritiene che, con questa imprevista invasione nelle stanze di Konar permetta a tutti loro di uccidere il nano malvagio, morto secoli prima ma misteriosamente risorto e quasi più potenti degli dei.

Purtroppo il nano si rivela un avversario troppo forte e dopo una cruenta battaglia, tutti gli alleati dell’elfo vengono uccisi. Questor grazie al contatto con la sua amata mezz’elfa Dama Loewyn riesce a uscire fuori dalla stanza del castello e si avvede che il suo potente esercito è allo sbando massacrato dagli esseri infernali.

A questo non rimane che un’ultima disperata mossa, Loewyn crea un portale che porterà Questor nel passato, di trecento anni, quando lui e Konar erano amici e, con il suo gruppo di eroi avevano sconfitto il nemico, ma Konar era morto bruciato vivo nell’olio. Ma Konar in qualche modo era sfuggito alla morte ed era tornato sul pianeta, malvagio e forte come un dio.

Il piano di Questor è apparentemente semplice, tornare nel passato, addormentare magicamente il se stesso più giovane di trecento anni, radunare il suo gruppo di amici di un tempo, conosciuto come gli eroi di Nuncupo, e impedire la morte del nano Konar. Quest’ultimo però, grazie ai suoi poteri è riuscito a “vedere” dove si è proiettato l’elfo e lo ha seguito.

Così mentre Questor è alla ricerca dei suoi “vecchi” amici e impedire la morte di Konar, proprio il malvagio Konar si mette alla ricerca di vari esseri malvagi da contrapporre agli eroi di Nuncupo.

Il lettore seguirà le avventure e le traversie di Questor mano a mano che ritrova i suoi amici, ma seguirà anche il viaggio del malvagio Konar.

Vi lasciamo il piacere di scoprire tutte le avventure dei due gruppi e anche le varie avventure di altri comprimari sino allo scontro finale tra le forze del Male e quelle del Bene.

E un elfo li radunò… ha il pregio di presentarsi come un fantasy classico, ma possiede molti elementi (che speriamo di aver evidenziato) elementi di originalità. Inoltre da questo romanzo se ne potrebbe trarre un bel film in quanto la narrazione dell’autore ha uno stile cinematografico dovuto anche ai diversi “stacchi” tra una vicenda e l’altra.

Pino Cottogni su Fantasy Magazine 

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