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E se la recensione è positiva?

Goditela, sii contento, te la sei meritata. E poi segnalala ai tuoi amici, condividila, falla girare. Sii felice perché il tuo lavoro, la tua fatica, la tua opera ha avuto il suo riconoscimento. Questo è importante, forse è anche uno dei motivi per cui hai iniziato a scrivere, ed è bello. Poi però ricordati sempre che tutto ciò che hai fatto, aver scritto un libro, aver ricevuto delle recensioni positive non ti rende in nulla e per nulla migliore degli altri. Siamo tutti nello stesso mondo e siamo tutti diversi, nessuno migliore o peggiore, ma diversi… quindi non montare mai in superbia, conservati sempre umile, ma umile veramente, non umile di facciata… solo così sarai davvero libero, anche dalla scrittura e potrai goderti appieno questo piccolo momento di felicità… ho detto forse una cosa banale? Può essere, ma è una di quelle cose che spesso ci dimentichiamo ed è bene invece ricordarselo…

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E se la recensione è negativa?

Come ci si comporta di fronte a una recensione negativa? Io non so se ci sia una regola valida per tutti, ma come sempre io ho le mie “regole”. Una recensione negativa ti fa, indubbiamente rimanere male. Per uno scrittore un libro è, o dovrebbe essere, come un figlio e come ogni genitore è orgoglioso di suo figlio e vorrebbe il meglio per lui così ogni scrittore è orgoglioso di ciò che ha scritto e vorrebbe il meglio per lui. Però la critica spesso e volentieri, se ben compresa, può essere molto d’aiuto perché permette la crescita, mentre la lode che, indubbiamente, fa molto più piacere di una critica, non ti serve a crescere e ti lascia fermo lì dove sei. Inoltre, a mio avviso e lo dico perché ho fatto il recensore di libri, di manoscritti inediti e di spettacoli artistici per anni, il recensore fa un grande servizio all’artista o all’aspirante tale perché si prende l’onere di leggere con attenzione tutto il suo testo (che alle volte è anche pesante o palloso) e poi di evidenziarne le criticità cercando di trovare delle parole che siano chiare, ma non irritino troppo lo scrittore (e si sa che purtroppo gli scrittori sono spesso eccessivamente permalosi riguardo i loro scritti). Quindi il mio atteggiamento è sempre e comunque di ringraziare e poi di far tesoro della recensione negativa perché quello è un punto di partenza per la mia crescita come scrittore (oltre che una sana benedizione per aiutarmi a combattere la mia superbia, ma questo è un altro discorso).

Perché ho scritto questo? Perché di recente è uscita la prima recensione negativa di “E un elfo li radunò…” su un sito anche abbastanza importante e la mia reazione è stata esattamente quella che vi ho descritto. Non vi segnalo la recensione negativa però perché la trovate facilmente se cercate e perché devo ancora capirla bene anche io. Infatti è una recensione che, al momento, non mi aiuta molto in quanto segnala un eccessivo infodump nel libro (e devo ancora capire cos’è esattamente, credo di aver compreso che sia un eccessiva presenza di informazioni date dallo scrittore al lettore) senza però farmi alcun esempio concreto per cui mi ci vuole molto più tempo per comprenderla appieno e in questo momento il mio tempo non è molto. Cercando inoltre in rete ho scoperto che molti scrittori famosi usano tanto infodump (ad esempio Neil Gaiman) e forse quindi non è proprio un male, ma una questione di gusti personali di chi recensisce. Ma ripeto, devo comprendere ancora appieno io la cosa, anche perché la recensione afferma che l’eccessivo infodump appesantisce la lettura e non fa emergere i personaggi il che è esattamente il contrario di quanto mi hanno detto tutti fino ad ora (cioè che il libro ha uno stile cinematografico e che i personaggi sono ottimamente caratterizzati) mentre i difetti che sono stati evidenziati da altri, come ad esempio l’eccessiva azione o il fatto che io dia per scontato molte cose, o la presenza di sesso (che in realtà, tranne in un caso, è sempre e solo accennato) non sono mai toccati dalla recensione. Tutto questo mi rende davvero difficile capire bene il mio errore, ma sono convinto che lo capirò.

Una riflessione a parte lo merita l’editing, infatti è vero che nel libro c’è qualche refuso, ma capita in ogni libro, quindi qualche maiuscola che non doveva esserci o cose così… se invece per editing si intende un intervento massiccio sul testo, questa è una cosa che la mia casa editrice, per scelta che condivido, non fa. Non lo fa perché il testo che voi leggete quando leggete “E un elfo li radunò…” è il testo che ho scritto io, se qualcuno mi ci facesse un editing pesante non sarebbe più il testo che ho scritto io, ma quello che ha scritto l’editor.

Concludo ringraziando ancora tutti, voi che state apprezzando questo romanzo e voi che non lo apprezzate, ma mi dite perché permettendomi così di migliorare.

Grazie.

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